Kollettivo Autonomo Antifascista Verona
Apriamo spazi di pensiero critico
EDITORIALE: NEL PROFONDO ROSSO… C’È TENSIONE IN CORSO!

È vero che c’è tanta confusione sotto il cielo ed il bandolo della matassa è difficile da individuare. È anche vero che ci sono punti di riferimento imprescindibili sui quali focalizzarsi per non perdere l’orientamento.

ResistenzaIl Paese è attraversato dalla protesta “dei forconi”, volutamente tra virgolette perché si tratta di un abilissimo diversivo per far finire nella rete degli schieramenti di estrema destra un numero preoccupante di persone. Lo abbiamo visto bene qui a Verona con centinaia di studenti completamente disorientati e privi della minima coscienza politica utile a comprendere come siano e continuino ad essere strumentalizzati. Dietro allo striscione “futuro inesistente, studente indifferente” c’era una presenza, per i numeri a cui siamo abituati a Verona, davvero massiccia. Nei social network continua il tam tam per partecipare ad un’ulteriore manifestazione “apolitica” in cui solo l’occhio consapevole di un militante può scorgere la presenza di Forza Nuova tra gli organizzatori. Infatti ogni richiesta di chiarimento o domanda su chi siano i reali organizzatori dell’iniziativa viene puntualmente censurata.

Ora noi ci chiediamo, così come i compagni di Torino e Padova, quale sia il modo di approcciarsi al marasma di ragazzi, nel nostro caso, e in generale di lavoratori, operai, precari e immigrati che stanno effettivamente partecipando alla proteste, abbracciando il tricolore e inneggiando ai poliziotti senza casco. Chi sono e cosa pensano queste persone? Perché accettano di incolonnarsi urlando “mandiamoli tutti a casa” dietro a Forza Nuova? Perché quando mesi fa portavamo in piazza la nostra lotta al precariato e all’austerity, non siamo riusciti a canalizzare le forze e raggiungere le loro coscienze tanto da spingerle a mettersi in gioco per trasformare l’esistente? Dove abbiamo sbagliato noi e dove hanno saputo approfittare loro? E soprattutto cosa facciamo?

Rispetto alla questione generale, è difficile, se non impossibile pensare una strategia comune per affrontare contesti così specificamente diversi tra loro. Impiegare tempo ed energie in dibattiti che rischiano di risultare inconcludenti (per l’eterogeneità delle realtà coinvolte) può portare a perdere di vista il nocciolo della questione.

La situazione che abbiamo potuto osservare al presidio di Soave, ad esempio, è effettivamente caratterizzata da una massiccia presenza fascista, sotto svariate forme. Dal forzanovista all’indipendentista duro e puro, dal liberista reaganiano al nemico dello stato sociale. Tutti accomunati dall’odio per la CASTA e per lo STATO. In un contesto simile certo è difficile pensare di poter intercettare il malcontento, almeno quello popolare.

Quello sceso in piazza a Verona nei giorni scorsi è invece un “magma indistinto” di studenti, per la stragrande maggioranza composto da soggetti non-politicizzati. Noi, in quanto militanti, abbiamo il dovere di interloquire con loro. Etichettare tutti come fascisti è un esercizio che probabilmente non coglie la reale portata del problema ed anzi rischia di essere controproducente. E, semplicemente, non è vero!

IMG_1911È vero però che Forza Nuova ha saputo cogliere al volo le parole d’ordine unitarie (“mandiamoli tutti a casa”) nascondendosi dietro un vergognoso e squallido anonimato. Il tentativo in atto con il corteo di venerdì prossimo è quello di intervenire sulle miriadi di particolarità soggettive indirizzando le loro proteste verso il basso, verso il nemico sbagliato, in una sorta di guerra tra poveri. Il compito del militante, in questo contesto, non può che essere quello di combattere questo tentativo con ogni mezzo. Tradotto significa continuare con forza ancora maggiore la costruzione di percorsi politici all’interno di scuole ed università e di ogni luogo di conflitto. Ricreare quei momenti assembleari che ci vengono tolti o completamente svuotati di significato. Portare avanti la lotta contro gli sfratti, per la riappropriazione di spazi, reddito e diritti, per l’autogestione e l’auto-organizzazione consapevole.

Noi non abbiamo partecipato al corteo di martedì, né parteciperemo a quello di venerdì mattina. Questo certo non significa che ignoriamo la questione o che non ci rendiamo conto dell’operazione messa in atto da Forza Nuova e dei suoi intenti. Cerchiamo piuttosto di capire il contesto, per poterci situare appunto. E, sfruttando l’estasi del momento di “mobilitazione” generale, di riportare all’ordine del giorno i temi della precarietà, dei diritti e della socialità nel senso più ampio.

La vera lotta è quella costruita collettivamente, non quella imposta dall’alto!

 

Kollettivo Autonomo Antifascista Verona

 

Altri contributi alla discussione:

http://www.infoaut.org/index.php/blog/editoriali/item/9934-quando-millennium-people-%C3%A8-sotto-casa

http://www.globalproject.info/it/in_movimento/dire-la-verita-cercare-il-bandolo-nella-matassa-della-crisi/15990

http://www.precariunited.blogspot.it/2013/12/torino-e-infoaut-cosa-succede-in-citta.html

http://www.infoaut.org/index.php/blog/editoriali/item/9958-dai-diamanti-dell%E2%80%99ideologia-non-nasce-niente

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