Kollettivo Autonomo Antifascista Verona
Apriamo spazi di pensiero critico
Editoriale – Ripartire dal conflitto

Partiamo dal presupposto che la realtà, così com’è oggi, non ci piace. Quale realtà?
Quella che viviamo tutti i giorni in prima persona, cioè quella di una metropoli come Verona che è sì di media grandezza, ma soltanto sul piano demografico. Su altri piani, come possono essere quello delle relazioni economiche e degli affari commerciali, rappresenta senza dubbio uno snodo fondamentale nel contesto in cui si trova inserita, che è quello del multisfaccettato tessuto produttivo del Nord-Est Italia.

Lo sfruttamento del capitale sul lavoro non è certo cessato con il crollo del Muro di Berlino, ha solo cambiato forme. Oggi questo sfruttamento agisce con la precarizzazione del lavoro, con la privazione di diritti e cittadinanza, con la mercificazione ed il controllo dei saperi e della loro trasmissione. E con la repressione.
Tutto ciò, concretamente, si traduce nella devastazione e nel saccheggio ambientale (vedi Traforo delle Torricelle, Inceneritore di Cà del Bue e MotorCity), nella dismissione e messa in liquidazione del patrimonio industriale, nell’asservimento più bieco di qualsiasi entità culturale alle logiche del profitto e del commercio (vedi Università/Vivaio di ConfIndustria), nella desertificazione dell’offerta artistica non direttamente monetizzabile (vedi repressione in Piazza Dante). Anche, e probabilmente a Verona soprattutto, nell’imbarbarimento delle relazioni sociali e dei rapporti tra soggetti diversi.
Perché la diversità, oggi a Verona, è una colpa. Diversità dal modello culturale che permea questo indirizzo economico/politico, da cui è sostenuto e che sostiene a sua volta.

La frase di De Maistre “ogni nazione ha i governanti che si merita” cropped-319658_2320746469304_1174131244_ntrova infatti piena attuazione nel ceto politico che governa, gestisce ed indirizza questo mastodontico e colossale giro d’affari (e di contanti). Un ceto politico consolidatosi con gli anni, che ha trovato di volta in volta diversi rappresentanti, e che oggi conosce in Flavio Tosi il suo alfiere e paladino.
Egli, con il suo sfacciato arrivismo, ha il chiaro obiettivo di portare la metropoli ad essere politicamente più pesante all’interno di centri di potere di grado sempre più elevato.
Non è un caso se infatti, dopo la rielezione del 2012 a sindaco di Verona, Tosi si sia spostato su posizioni mano a mano più “centriste” (vedi l’incontro con Renzi al Vinitaly) con l’evidente scopo di accreditarsi come punto di riferimento anche per le gerarchie ecclesiastiche (e per il loro vasto elettorato).
In questo solco s’inserisce il suo progetto politico personale di trasformare la Lega Nord (di cui è segretario per il Veneto) in un soggetto simile alla CSU bavarese, ma sul modello della lista Civica per Verona con Tosi Sindaco. Cerca di arruffianarsi il mondo cattolico, ma non perde di vista le sue origini di Sindaco Sceriffo, tanto che ha infarcito la Civica per Verona di moltissimi fascisti, neofascisti o nostalgici del ventennio vari.
Non si deve mai dimenticare, però, che costui è solo l’attuale rappresentante di un sistema di potere molto ramificato. Questo sistema contiene di tutto: dall’Opus Dei alla Confindustria, dalla Curva Suddello stadio alla Verona Bene. Questo è il sistema che oggi governa Verona. questa è la realtà che vogliamo cambiare.

Che fare? Riscoprire il valore del collettivo e del collettivismo come risposta all’iper-individualismo prodotto dal capitalismo. Organizzare percorsi di autoformazione in grado di produrre quei saperi criticiche possano fungere da armi dialettiche nello scontro con il capitale. E, con lo spirito di sacrificio che comporta, tanta militanza; per non dimenticare che “dobbiamo essere conflitto in ogni gesto, in ogni comportamento, in ogni istante delle nostre relazioni e che solo così possiamo riconoscere noi stessi”.
Per trasformare, appunto, l’esistente ed incrinare i rapporti di forza che oggi ci vedono soccombenti, pensiamo che la strada sia una sola, di certo non nuova: la creazione di movimenti autonomi che possano costruire quei percorsi di lotta e conflitto capaci di far indietreggiare il campo dello sfruttamento capitalista. I diritti non li regala nessuno, il conflitto è necessario.

AUTONOMIA DAL POTERE, AUTONOMIA CONTRO IL POTERE!
NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI, CI RIPRENDEREMO TUTTO!

Kollettivo Autonomo Antifascista

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